Il confine 

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Si sa, a fare notizia è la violenza esplicita. Insulti, pugni e persecuzioni, scuotono le coscienze e fanno gridare all’emergenza. Ma il più delle volte la vera violenza si annida dietro apparenze di quiete e dinormalità. È così che, nel cuore della tranquilla provincia della Brianza, i giovani omosessuali o che non si riconoscono nei generi tradizionali si ritrovano a vivere un’adolescenza difficile e un futurosegnato dalla vergogna e dal senso di inadeguatezza. Sì, perché proprio alle porte di Milano, la città d’Italia che più accoglie la comunità LGBTQ+, nell’omertà generale ancora si verificano episodi di discriminazione silenziosa verso chi viene etichettato come diverso: isolamento, pregiudizio, diffidenza. Un problema che fa poco rumore, e per questo affonda le proprie radici ancora più inprofondità. Una questione su cui è necessario non spegnere l’attenzione, soprattutto dopo il naufragio del Ddl Zan. Perché l’affossamento di una proposta di legge contro la discriminazione non comporti, di nuovo, indifferenza.

Francesca del Boca

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“...nessuno è dichiarato

nel mio paese e

nei dintorni

 

 

.

non è un'ambiente

pericoloso ma è

restrittivo:
o sei in un modo,

uguale per tutti,

o non esisti.

 

La natura di qui è i

l mio posto di pace,

nessuno giudica...”

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© Federica Cocciro 2021-22